ottavio giorgio ugolotti
La riscossa dei bocciati
Storia d'una classe di quelli
“...da inserire nel mondo del lavoro,
previo corso di formazione professionale.”
prefazione do Giorgio Spina AUTORI AUTOGESTITI ASSOCIATI & PERSONAL EDIT- GENOVA
Dedico queste pagine
agli allievi del mio primo corso per
elettricisti civili e industriali,
che qui elenco coi loro nomi e soprannomi.
Sergio = Disastro
Marco = Tronchesino
Carletto = Il Genio
Paolino = Prudenzio
Ernesto= Fregaiolo
Pinetto= Allincirca
Sandro= Focaccia
Giovanni= Everest
Antonio= Il Nonno
Francesco= Il Coso
Nino= Pallaro
Elvidio= Ercolino
Andrea= Musica
Alfredo= San Martino
Santino= Cavallo
Giorgio= Mandrake
Cesare= Volante
Pompeo= Barella
Rocco= Sinistro
Carmelo= Rondinella
Marcello= Falco
Osvaldo= Piffero
Romeo = Martello
e Fifa, “il cherubino” aggiunto
Premessa
Feci bene? Feci male? Non lo so... “professore” per caso come mi ritrovai, forse queste pagine avrei dovuto scriverle quarant'anni or sono, cioè al tempo in cui mi dovetti letteralmente “picchiare” con una situazione forse antica, ma attualissima allora ed oggi, e non considerata, in alto loco, “difficile da risolvere”, perché ritenuta “già risolta”: quei ragazzi, la maggior parte iperattivi, erano già stati scartati dal prose-guimento degli studi per arrivare là dove avrebbero potuto. Con che metro sia stato formulato un tale giudizio, non mi è stato mai possibile capirlo... o forse l'avevo capito già allora... già... già... troppe volte ho ripetuto il “già”... Non avrei dovuto scrivere solo ieri queste pagine, inquinate forse da ricordi che a volte possono essere sbiaditi; dovevo scriverle allora, ma non mi ritenevo all'altezza: ero solo un professore per caso... senza un “titolo”... e il mondo che mi ruotava intorno non aveva le mani callose quanto le mie... calli che magari oggi hanno anche loro: i “miei” ex-ragazzi... calli che permettono oggi loro di operare –e ragionare– in maniera non confacente a chi stese quel giudizio di cui abbiamo potuto leggere in copertina. Non feci niente di eccezionale, se si considera che quella era una scuola: insegnai loro un mestiere e procurai ad ognuno un posto di lavoro; niente di più.
Genova, 14 marzo 2014