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Blog di Ottavio Giorgio Ugolotti Autore

Blog di Ottavio Giorgio Ugolotti Autore

Genova, il dialetto, libri, racconti, poesie, il teatro popolare e dialettale, scultura, auto-produzione.Tutti i testi in dialetto saranno presto liberi di essere utilizzati e accessibili come da desiderio di papà Ugolotti che ha lasciato questa preziosa eredità da condividere e vivere. (questo blog è gestito da Simona Ugolotti)


È ritornata la stagione delle zucche di Ferruccio Gemmellaro

Pubblicato da ugolotti ottavio giorgio

È ritornata la stagione delle zucche di Ferruccio Gemmellaro

È ritornata la stagione delle zucche

di Ferruccio Gemmellaro

Forse non tutti sanno che la parola zucca –dalla quale i derivati con il diminutivo zucchina– è un termine sorto da un errore ortografico di meta-tesi (inversione nell'ordine delle lettere), già così adottato il 1320.

Zucca ci viene dal latino cucutia in seguito posto in connessione con il tema mediterraneo kukka, “punta”, donde cocuzza o volgarmente cucuzza. L'origine radicale del significato di “punta” emerge nell'italiano cucuzzolo o cocuzzolo. C'è da aggiungere che i latini con il termine cucutia intendevano “testa-capo”, da qui la tradizione popolare di chiamare scherzosamente zucca la testa con un risvolto da rimprovero con l'accre-scitivo zuccone. Attraverso quindi un processo di metatesi da cocuzza a cozucca, il termine si è semplificato (ipocoristico) in zucca con aferesi (caduta) della sillaba “co” pare già nel latino volgare con tucca.

L'ortaggio, con le sue varietà, era già diffuso anticamente tra gli Egizi, i Greci e gli Arabi e si ipotizza che fosse stato importato dall'India. Se così fosse, sarebbe stato inevitabile il suo uso nella gastronomia europea a seguito dell'infil-trazione della cultura indoeuropea e, in particolare, nel sud della nostra penisola, con la colonizzazione della Magna Grecia. La conven-zione di affermare che tale ortaggio sia di provenienza messicana e peruviana sorgerebbe appunto dal fatto storico che qui si sarebbe installata la cultura latina; una sorta di andata e ritorno migratorio della zucca.

Identico rimbalzo che avrebbe avuto il mais.

Il termine mais è l'omologismo dallo spagnolo maiz ricopiato da mahiz di genesi arawak, donde il percorso italiano maizena (farina di mais) ma anche maìdico, maidìcolo e maidìsmo dal latino scientifico mays maydis ricordando che il mais non era conosciuto dai latini e per-tanto tale declinazione è una “modernizzazione” del XX secolo.

Il greco, però, da una radice indoeuropea, conta maza (pasta d'orzo) e l'assonanza pare straor-dinaria, tale da confermare storicamente il mito che i progenitori di questo gruppo linguistico dell'America centromeridionale (Arawak), assie-me al Tupi e al Guarani, abbiano attraversato lo Stretto di Bering (dall'Europa all'America) 50mila anni fa trascinandosi lingua e cultura. Tempi ancora remoti rispetto all'invasione Kurgan in Europa (4400 anni fa) foriera della lingua, della cultura indoeuropea, rispetto alle incursioni vichinghe nel nuovo continente e alla di questo riscoperta colombiana.

Tali ortaggi richiedono per la coltura climi miti, con temperature oscillanti tra i 10 e i 25 gradi; per cui la loro coltivazione risulta ideale nella Pianura padana e complicata nel Tavoliere dove la scala celsius supera i 40° e pertanto il frutto qui seminato non raggiunge quella bontà per la quale è ricercato per i diversi usi in una gustosa gastronomia, quali risotto, fritto, bollito per impasti e ripieni.

La zucchina, invece, raggiunge l'ottima matura-zione in un clima caldo con terreno soleggiato, di conseguenza la sua diffusione al sud è connaturata.

Tornando alla zucca, come accade, per esempio, con i meloni e con i funghi, essa contiene un basso valore nutrizionale proprio per l'alta quantità d'acqua contenuta; di contro, però, la varietà a polpa gialla è una buona riserva di carotene (vitamina A) che insieme al suo succo fresco serbano proprietà diuretiche e lassative.

Con i semi, poi, si può produrre un olio da cucina.

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