IMU
Caro Monti; io le scrivo,
in maniera un poco strana,
sol per dirle che io vivo
nella mia modesta tana
che mi sono costruito,
imitando le bestiole
che si fanno il loro sito
tanto all’ombra quanto al sole.
Il mendico passerotto
lui da qualche parte in terra
uno spazio spesso trova
pel suo nido edificare.
Pur la talpa, non vedente,
va raspando il sottosuolo
per crearsi una dimora
che possiede poi lei sola.
E c’è pure la morena,
che campando sotto l’onde
cerca e trova la sua tana
giù nel mezzo a qualche scoglio.
«Ma costoro sono bestie
quindi esseri inferiori»,
lei mi dice, ma si sbaglia:
per me sono superiori,
ché di pietra oppur di paglia
della casa son padroni,
mentre questa mia magione
oggi è un ben dell’Equitalia.
Caro Monti, mi perdoni,
se ho sbagliato i paragoni,
ma neppure il Padreterno,
che di tutto questo mondo
siede a capo del governo,
pensa d’impinguar le casse
sia su tane, nidi o scogli
imponendo delle tasse,
o per esser più precisi:
delle vere e proprie imposte
per mandarci tutti in crisi.
ugiot