Sabato 7 dicembre 2013, alle ore 18
L' Ing. Irene Liconte
alla Libreria Finisterre
(Genova p.zza Truogoli di S.ta Brigida n° 25,tel. 0102758588)
presenterà l'ultima opera di
ottavio giorgio ugolotti
Habemus Domum!
- * -
Autopresentazione
Se fossi un poeta, anziché riempire un'ottantina scarsa di pagine, per raccontare quanto sta scritto su questo “Habemus Domum!”, avrei sintetizzato il tutto con gli stessi versi che una delicata poetessa amica, la Signora Teresa Martini Veneruso, ha scritto nel suo “Albo lapillo” alla poesia Eremo, nella quale dice:
Ho edificato un eremo
su arieggiato versante
nell'amena frescura.
E avrei così detto tutto quanto risparmiandovi anche la noia di ascoltare ciò che ritengo sia doveroso, da parte mia, aggiungere alla sintesi poetica già declamata. E la prima cosa che vi debbo spiegare è il motivo per cui, invece di farmi presentare da qualche illustre amico, e nella “mia”, tra virgolette, associazione (autori autogestiti associati) ce ne sono parecchi, mi presento da solo. Il tutto è scaturito proprio dalla frase di uno di questi amici, il quale mi disse: «Se in questo libro racconti tutto ciò che ti sei costruito da solo, e se per giunta te lo stampi ed assembli tutto da solo come è tuo costume, perché non completi l'opera e te lo presenti da solo?!»
Gli risposi che non volevo farlo perché non mi ritenevo, e ancora non mi ritengo, così presuntuoso, e quegli, scrittore pure lui: aggiunse: «Tutti quelli che scrivono sono più o meno dei presuntuosi, perché spesso, se non sempre, si ritengono “una delle tante bocche della verità”. E tu, che in questo lavoro non racconti palle, perché non aggiungi alla descrizione di tutto il lavoro che hai fatto per costruirti da solo una casa, anche il coraggio di dire: mi son fatto tutto io?»
L'amico non sapeva, dicendomi quanto sopra che stava già scrivendo l'introduzione di questo mio libro... infatti è tutta imperniata sul perché e sul percome questo libercolo è stato concepito e partorito... Il resto del racconto è tutto elaborato in una sinapsi tra la manualità che mi è congenita (mio nonno per farmi stare bravo
mi dava chiodi, martello e un pezzo di legno su cui piantarli) e l'inventiva acquisita tramite l'esigenza di avere un tetto sopra la testa in cui
andarmi a rintanare... Sul come ci sia riuscito starebbe all'eventuale lettore giudicare se bene o alla carlona... oppure a chi, armato di coraggio volesse venire a vederla (la casa) coi propri occhi... A questo ipotetico visitatore, debbo prima dire che la casa di cui parliamo non è qui a due passi, è lassù, nella ...Repubblica di Geminiano provincia di Bolzaneto... lassù dopo il cartello “fine del mondo”... lassù dove ebbe la temerarietà di venire a vederla, accompagnata da diversi amici per prudenza e per timore di perdersi lungo la strada, la postfattrice, la Signora Liliana Vespier, di questa "cosa" qui che, 'sta volta davvero presuntuosamente, chiamo "libro". Anche se avrei fatto meglio a descrivere il tutto con i versi che vi ho citato all'inizio, perché la casa è davvero su arieggiato versante... col freddo che ci fa.... e di amena frescura ce n'é a iosa.
Scusandomi di quest'accozzaglia di parole, cedo il passo a chi vuol chiedere qualcosa, purché quel qualcosa non siano le genovesissime palanche della quali sono geneticamente e cronicamente sprovvisto.
Grazie a tutti.
o.g.u.